Playstation abbadona il supporto fisico: la fine del possesso?

La notizia è arrivata il 2 luglio 2026 direttamente dalle pagine del PlayStation Blog: a partire da gennaio 2028, Sony dismetterà definitivamente il supporto fisico per i giochi. Secondo i dati dichiarati dall’azienda, la scelta è figlia dei tempi, dato che ormai oltre l’85% dei giocatori acquista esclusivamente in digitale.

Questa decisione ha però scatenato un profondo malcontento nella community. Molti videogiocatori si stanno mobilitando per spingere PlayStation a fare un passo indietro, lanciando petizioni e vere e proprie azioni di boicottaggio, come la cancellazione in massa degli abbonamenti al PlayStation Plus e l’annullamento dei preordini di GTA VI (che sarà distribuito solo in digitale).

Le preoccupazioni dal punto di vista del consumatore sono concrete e toccano tasti delicatissimi:

  • Il monopolio dei prezzi: Senza la concorrenza dei negozi fisici, Sony avrebbe il controllo totale del mercato. Questo potrebbe tradursi in una drastica riduzione degli sconti, costringendo gli utenti a pagare i giochi a prezzo pieno anche a distanza di anni dall’uscita.
  • La fine del mercato dell’usato: Diventerà impossibile rivendere i titoli della propria libreria per finanziare l’acquisto delle nuove uscite.
  • L’illusione del possesso: Con l’acquisto digitale non si diventa proprietari del bene, ma si ottiene solo una licenza d’uso revocabile. In caso di fallimento di uno sviluppatore, di beghe legali o di un’ipotetica chiusura dei server Sony, giochi distribuiti solo in digitale rischiano di sparire per sempre, persino dalle librerie di chi li ha regolarmente pagati.

Il vero fulcro del problema non è il supporto fisico in sé, ma la totale mancanza di leggi a tutela dei beni digitali. Un campanello d’allarme si è già visto in passato, ad esempio con la rimozione di alcuni film precedentemente acquistati dagli utenti PlayStation nel Regno Unito e poi cancellati a causa di licenze scadute.

Queste proteste porteranno a qualcosa? Molto probabilmente no, ma la speranza è che si arrivi presto a una serie di obblighi legali per costringere sviluppatori e distributori a tutela dei videogiocatori.

Possibile soluzione:

Le soluzioni applicabili, dopotutto, ci sarebbero. Se un domani l’hardware non venisse più supportato, Sony potrebbe rilasciare un aggiornamento firmware per consentire il backup completo e libero dei giochi su hard disk esterni standard, slegandoli dai server di autenticazione DRM. Parallelamente, servirebbe una seria riforma del diritto d’autore per scopi storici: oggi le leggi sul copyright impediscono a musei, università, e archivi digitali di aggirare i DRM per preservare le opere. Una deroga legale permetterebbe alle istituzioni culturali di creare copie d’archivio funzionanti prima dello spegnimento definitivo dei server, salvando la memoria storica del medium.